Iodio - I
È un componente essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei (tiroxina T4 e triiodotironina T3), che regolano il tasso metabolico, la termoregolazione, la funzione cardiaca e il sistema nervoso, oltre a condizionare la crescita e lo sviluppo corretti di cuccioli e gattini [1]. È uno dei pochi minerali che, in una dieta a base di carne cruda di animali terrestri, è molto probabilmente carente e richiede un'integrazione consapevole. Il fabbisogno NRC per un cane adulto è MR 175 µg, RA 220 µg / 1000 kcal ME (limite massimo SUL 2750 µg) [1]. Per il gatto adulto, l'NRC indica valori più elevati — MR 320 µg, RA 350 µg / 1000 kcal ME — sebbene alcuni studi più recenti suggeriscano che il fabbisogno reale del gatto possa essere inferiore rispetto alla norma del 2006 [2].
Dove si trova: La carne e le ossa di animali terrestri sono estremamente povere di iodio. In pratica, viene fornito tramite alghe marine standardizzate (kelp, ad esempio Ascophyllum nodosum in polvere) con un contenuto di iodio noto per grammo. Dosare il kelp essiccato "a occhio" è una lotteria: le differenze tra i lotti possono essere anche di dieci volte.
Carenza: Negli animali alimentati con diete commerciali, la carenza è praticamente inesistente. È tuttavia un problema frequente nelle diete casalinghe non bilanciate. Provoca ipotiroidismo (l'animale diventa apatico, cerca luoghi caldi, ingrassa rapidamente), problemi dermatologici (pelo secco, fragile e opaco) e gozzo (ipertrofia della tiroide sul collo) [1] [3]. Nei cuccioli e nei gattini causa un ritardo nello sviluppo, specialmente del sistema nervoso. I sintomi compaiono tardi, motivo per cui lo iodio non si valuta dall'aspetto dell'animale, ma lo si calcola.
Eccesso: Il margine tra la dose ottimale e quella eccessiva è più stretto rispetto alla maggior parte dei minerali: non raddoppiare la dose "per sicurezza". Un eccesso cronico (spesso dovuto a un'integrazione incontrollata) paradossalmente inibisce anch'esso la tiroide, causando sintomi simili alla carenza [4]. Nel gatto, l'eccesso è particolarmente rischioso: il basso peso corporeo facilita il sovradosaggio di kelp, e l'ipertiroidismo è l'endocrinopatia più comune nei gatti anziani; una dieta a basso contenuto di iodio è in grado di normalizzare i livelli di T4 in una parte significativa dei gatti malati [5].
A cosa prestare attenzione
Il selenio è essenziale per la conversione della T4 nella forma attiva T3 (deiodinasi selenio-dipendenti): in caso di carenza di selenio, nemmeno un apporto corretto di iodio sarà sufficiente [1]. Per il gatto, una dose costante e quotidiana è fondamentale: le fluttuazioni nell'apporto (a volte nulla, a volte una grande porzione di pesce o kelp) sono peggiori di un'integrazione moderata ma stabile. Attenzione a trachee, esofagi e carne proveniente dalla zona del collo: possono contenere residui della ghiandola tiroidea dell'animale macellato, il che significa somministrare ormoni T3/T4 già pronti, anziché iodio. Questo è un problema distinto e grave (il cosiddetto ipertiroidismo alimentare), particolarmente pericoloso per il gatto.
Fonti
- National Research Council (2006). Nutrient Requirements of Dogs and Cats. National Academies Press. https://nap.nationalacademies.org/catalog/10668/nutrient-requirements-of-dogs-and-cats
- Wedekind KJ, et al. (2010). The feline iodine requirement is lower than the 2006 NRC recommended allowance. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19906136/
- Merck Veterinary Manual. Goiter in Animals. https://www.merckvetmanual.com/endocrine-system/the-thyroid-gland/goiter-in-animals
- Edinboro CH, Scott-Moncrieff JC, Glickman LT (2010). Feline Hyperthyroidism: Potential Relationship with Iodine Supplement Requirements of Commercial Cat Foods. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11149000/
- Hui TY, Bruyette DS, Moore GE, Scott-Moncrieff JC (2015). Effect of Feeding an Iodine-Restricted Diet in Cats with Spontaneous Hyperthyroidism. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4895365/