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Vitamina K nella dieta di cani e gatti

Una breve guida al ruolo di Vitamina K nella nutrizione di cani e gatti.

Vitamina K

Appartiene alle vitamine liposolubili. È responsabile della regolazione del processo di coagulazione del sangue (è un cofattore per la sintesi dei fattori di coagulazione II, VII, IX e X) e del metabolismo osseo: attiva le proteine che dirigono il calcio verso lo scheletro anziché verso i tessuti molli [1]. Viene inoltre prodotta sotto forma di K2 dai batteri intestinali, solitamente in quantità sufficienti; pertanto, in una dieta sana ed equilibrata, una carenza per motivi nutrizionali è praticamente inesistente.

Dove si trova: Microbioma intestinale (K2), tuorli d'uovo (circa 20–30 µg/100 g, principalmente K2), verdure a foglia verde per il cane (spinaci, cavolo riccio, broccoli — K1), frattaglie (cuore, reni) e trippa verde bovina non lavata. In una dieta sana non richiede un'integrazione aggiuntiva. È importante sottolineare che il fegato, contrariamente a quanto si possa pensare, non è una ricca fonte di vitamina K (circa 3–5 µg/100 g), sebbene sia fondamentale per altri motivi (vitamina A, rame, folati, B12) [1].

Carenza: In un animale sano che segue una dieta cruda varia, non si verifica praticamente mai. Una carenza clinica è quasi sempre secondaria a una malattia o a un avvelenamento: avvelenamento da rodenticidi (i veleni per topi/ratti bloccano la rigenerazione della vitamina K — questa è la causa più comune di carenza acuta, con sintomi che compaiono 2–5 giorni dopo l'ingestione), malattie epatiche, colestasi, malattie infiammatorie intestinali (IBD), malattie del pancreas o terapia antibiotica prolungata (che distrugge la flora batterica che produce K2) [2]. I sintomi includono diatesi emorragica: sanguinamento dalle gengive e dal naso, petecchie, sangue nelle urine o nelle feci, sanguinamento prolungato dalle ferite. Si tratta di un'emergenza medica, non dietetica: richiede una visita veterinaria immediata, non una correzione della dieta.

Eccesso: Le forme naturali di vitamina K (K1 dalle piante, K2 dai tessuti animali e dal microbioma) sono estremamente sicure: non è stata descritta alcuna tossicità derivante da fonti alimentari naturali e non è stato stabilito alcun limite massimo di tolleranza. Sebbene sia una vitamina liposolubile, il sovradosaggio da alimenti naturali non si verifica nella pratica. Il pericolo sorge solo in caso di sovradosaggio estremo della forma sintetica (K3, menadione), che può danneggiare il fegato in modo tossico e causare anemia emolitica, ma la K3 non viene utilizzata nella dieta cruda [3].

Differenze tra specie

Il cane ha un tratto digerente più lungo e una maggiore riserva di batteri fermentativi, quindi sintetizza la K2 nell'intestino in modo piuttosto efficiente; inoltre, può ottenere la K1 dalle verdure verdi. Il gatto, essendo un carnivoro stretto, ha un tratto digerente più corto, un transito più rapido e una minore riserva di batteri: la sua sintesi intestinale è meno efficiente, quindi dipende maggiormente dall'apporto dietetico [1]. I gatti non hanno bisogno di mangiare verdure per la vitamina K: le loro fonti sono i tuorli, le frattaglie e il contenuto intestinale di intere piccole prede (quaglie, pulcini). Nel gatto, le malattie intestinali, epatiche e delle vie biliari aumentano il rischio di carenza più rapidamente che nel cane.

A cosa prestare attenzione

L'informazione pratica più importante: i database (USDA e altri) documentano in modo tragicamente scarso il contenuto di K2 nei prodotti animali crudi; si concentrano sulla K1 nelle piante, mentre il valore di K2 in muscoli, cuore e reni è spesso indicato come zero o fortemente sottostimato [3]. Pertanto, se il calcolatore mostra una carenza drammatica di vitamina K in una dieta che contiene frattaglie, tuorli e (per il cane) verdure verdi, si tratta molto probabilmente di un artefatto del database e non di una carenza reale. La vitamina K richiede la presenza di grassi nel pasto per essere assorbita e interagisce con la vitamina D e il calcio nel metabolismo osseo.

Fonti

  1. National Research Council (NRC) (2006). Nutrient Requirements of Dogs and Cats, capitolo 5. https://nap.nationalacademies.org/catalog/10668/nutrient-requirements-of-dogs-and-cats
  2. Delaney SJ, Dzanis DA (2018). Safety of vitamin K, and its use in pet foods. JAVMA 252(5):537-542. https://doi.org/10.2460/javma.252.5.537
  3. Elder SJ, Haytowitz DB, Howe J, Peterson JW, Booth SL (2006). Vitamin K Contents of Meat, Dairy, and Fast Food in the U.S. Diet. J Agric Food Chem 54(2):463-467. https://doi.org/10.1021/jf052400h
  4. AAFCO (2023). Dog and Cat Food Nutrient Profiles (L'AAFCO non stabilisce un minimo di vitamina K per i cani — presuppone una sufficiente sintesi endogena). https://www.aafco.org