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EPA + DHA (Acidi grassi Omega-3 a catena lunga) nella dieta di cani e gatti

Una breve guida al ruolo di EPA + DHA (Acidi grassi Omega-3 a catena lunga) nella nutrizione di cani e gatti.

EPA + DHA (Acidi grassi Omega-3 a catena lunga)

L'EPA (acido eicosapentaenoico) è uno dei più potenti antinfiammatori naturali: modula la produzione di prostaglandine e leucotrieni, "spegnendo" gli stati infiammatori nelle articolazioni, nell'intestino, nei reni e nella pelle [1]. Il DHA (acido docosaesaenoico) è invece il principale componente strutturale del cervello e della retina, fondamentale per il sistema nervoso e la vista, specialmente nei soggetti giovani e nelle femmine in gravidanza [2]. Entrambi sono estremamente suscettibili all'ossidazione (irrancidimento), motivo per cui l'integrazione di oli di pesce deve sempre essere accompagnata da un'adeguata dose di vitamina E (a meno che il produttore non l'abbia già aggiunta nel flacone).

Questo è uno degli ingredienti più importanti da monitorare nella dieta BARF: la carne degli animali terrestri è inondata di omega-6 (rapporto omega-6:omega-3 nell'ordine di 10:1–20:1) ed è praticamente priva di omega-3 a catena lunga. Una dieta priva di una fonte sensata di EPA+DHA è quindi cronicamente sbilanciata verso uno stato pro-infiammatorio, anche se l'animale appare sano: i danni si accumulano nel corso degli anni [3].

Dove si trova: Piccoli pesci marini grassi (sardine, spratti, aringhe, sgombro atlantico) somministrati crudi e interi 2–3 volte a settimana: la scelta migliore, poiché hanno una bassa attività tiaminasica e apportano anche proteine, iodio, selenio e vitamina D. Seguono l'olio di pesce ricavato dalla carne (preferibilmente da sardine o acciughe, in forma di trigliceridi), l'olio di alghe marine (Schizochytrium — un'ancora di salvezza in caso di allergia al pesce, ricco di DHA) e l'olio di krill. L'olio di fegato di merluzzo NON è una buona fonte di EPA+DHA: contiene troppa vitamina A e D per essere utilizzato come strumento per integrare gli omega-3.

Carenza: Disturbi dello sviluppo in cuccioli e gattini (cervello, retina), peggioramento di allergie, dermatite atopica, pelo opaco e secco, nonché dolorose degenerazioni articolari [1] [4]. Nei gatti si verifica un peggioramento della funzionalità renale (e la malattia renale cronica è la causa di morte più comune nei gatti anziani) e una predisposizione alla IBD (malattia infiammatoria intestinale).

Eccesso: A dosi estreme (molteplici volte superiori alla norma), l'EPA e il DHA inibiscono l'aggregazione piastrinica e prolungano il tempo di coagulazione: è opportuno sospendere gli oli alcuni giorni prima di interventi chirurgici programmati (castrazione, sterilizzazione). Una dose singola troppo elevata provoca diarrea grassa. Con dosi nutrizionali normali, il sovradosaggio è molto difficile; un problema più reale è la perossidazione lipidica in assenza di vitamina E [5].

Differenze di specie

Gli oli vegetali (lino, canapa) contengono acido ALA, ovvero omega-3 di origine vegetale. I cani convertono l'ALA in EPA/DHA in modo molto inefficiente (meno del 5–10%), mentre i gatti, in pratica, non lo fanno affatto, poiché hanno un'attività della delta-6-desaturasi quasi nulla [3]. Pertanto, l'olio di lino non è un sostituto dell'olio di pesce e, per il gatto, gli oli vegetali come fonte di omega-3 sono completamente privi di valore: i carnivori devono ricevere EPA/DHA esclusivamente da fonti marine.

Nel gatto esiste un rischio aggiuntivo: l'eccesso di grassi insaturi senza vitamina E porta alla pansteatite (infiammazione del tessuto adiposo), classicamente riscontrata nei gatti alimentati principalmente con tonno. Il tonno non dovrebbe essere la base della dieta: accumula metalli pesanti e comporta il rischio di pansteatite. Il pesce deve essere uno strumento per fornire EPA+DHA, non un ingrediente principale quotidiano [5].

A cosa prestare attenzione

Integra sempre la vitamina E in caso di somministrazione prolungata di oli di pesce. I pesci grassi apportano molta vitamina D: monitora l'apporto totale, specialmente se utilizzi contemporaneamente olio di fegato di merluzzo o un integratore di vitamina D separato. Altrettanto importante quanto aumentare gli omega-3 è limitare l'eccesso di omega-6 (pelle di pollo, grasso avicolo): l'olio di pesce da solo non riparerà una dieta inondata di grasso di pollo [3]. La regolarità è più importante di grandi dosi singole: la saturazione delle membrane cellulari richiede 8–12 settimane di somministrazione costante. Conserva l'olio di pesce in frigorifero; se ha un odore pungente e sgradevole, gettalo via.

Norme

NRC 2006: cane RA = 0,11 g/1000 kcal ME, SUL = 2,8 g/1000 kcal; gatto RA = 0,025 g/1000 kcal ME (minimo più basso rispetto al cane, ma il fabbisogno clinico è più elevato a causa della mancanza di conversione) [6].

Fonti

  1. Bauer JE (2011). Therapeutic use of fish oils in companion animals. JAVMA 239(11):1441-1451. https://doi.org/10.2460/javma.239.11.1441
  2. Zicker SC, Jewell DE, Yamka RM, Buber NA (2012). Evaluation of cognitive learning, memory, psychomotor, immunologic, and retinal functions in healthy puppies fed DHA-rich fish oil. JAVMA 241(5):583-594. https://doi.org/10.2460/javma.241.5.583
  3. Bauer JE (2016). The essential nature of dietary omega-3 fatty acids in dogs. JAVMA 249(11):1267-1272. https://doi.org/10.2460/javma.249.11.1267
  4. Roush JK, Dodd CE, Fritsch DA et al. (2010). Multicenter veterinary practice assessment of the effects of omega-3 fatty acids on osteoarthritis in dogs. JAVMA 236(1):59-66. https://doi.org/10.2460/javma.236.1.59
  5. Lenox CE, Bauer JE (2013). Potential adverse effects of omega-3 fatty acids in dogs and cats. J Vet Intern Med 27(2):217-226. https://doi.org/10.1111/jvim.12033
  6. National Research Council (NRC) (2006). Nutrient Requirements of Dogs and Cats. https://nap.nationalacademies.org/catalog/10668/nutrient-requirements-of-dogs-and-cats